LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 
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LA BIOGRAFIA DI EWALD VON KLEIST
 

Paul Ludwig Ewald von Kleist nacque l’8 gennaio 1881 a Braunfels an der Lahn, in Assia. Era discendente di una famiglia di generali e aristocratici prussiani dove tre membri erano stati nominati feldmarescialli.
Nonostante non fosse un simpatizzante del partito nazista (era, infatti, un monarchico) prestò, nel 1934, giuramento di fedeltà a Hitler, anche se, durante il secondo conflitto mondiale, si contrappose più volte agli ordini del Fuhrer.
Entrò nell’esercito nel marzo del 1900 come “Fahnenjunker” nel 3° reggimento reale artiglieria da campagna; un anno e mezzo dopo fu nominato sottotenente.
Dopo aver frequentato per due anni la scuola di cavalleria di Hannover, nel 1910 fu promosso tenente e fu inviato all’accademia di guerra di Berlino per seguire l’addestramento di stato maggiore generale.
Alla fine dello stesso anno si sposò con Gisela Wachtel.
Una volta diplomatisi, alla fine del 1911 venne assegnato al 14° Reggimento Ussari, di stanza a Kassel, come ufficiale di stato maggiore generale; tre anni dopo venne trasferito al 1° Reggimento Ussari.
Allo scoppio della prima guerra mondiale ebbe il comando di uno squadrone di cavalleria che prese parte alla battaglia di Tannenberg, sul fronte orientale; in seguito, durante il conflitto, prestò servizio nel XVII Corpo d’Armata come aiutante di brigata, vice aiutante di divisione e ufficiale addetto agli armamenti. Nel 1917 fu nominato Capo di Stato Maggiore della Divisione di Cavalleria Guardie che, dopo l’armistizio di Brest-Litovsk con i russi, fu trasferita ad ovest combattendo, poi, nei settori di Reims e della Mosa. Nel luglio 1918, poco prima della fine della guerra, fu trasferito allo stato maggiore della 225° Divisione di fanteria.
Dopo il conflitto entrò nella Reichswehr operando a Munster presso il 13° Reggimento di cavalleria. Il primo febbraio 1922, dopo ventidue anni passati nell’esercito, fu promosso maggiore; dal 1922 al 1936 continuò ad avanzare di grado: nel 1926 divenne tenente colonnello (e servì come Capo di Stato Maggiore nella 2° Divisione di cavalleria a Breslavia), nel 1929 colonnello, nel 1931 ebbe il comando del 9° Reggimento di fanteria di Potsdam (considerato un’unità di elite), nel 1932 maggiore generale, nel 1933 tenente generale e nel 1936 generale della cavalleria.
Nel 1936 von Kleist divenne comandante del nuovo distretto del “Wehrkreis VIII” che aveva il compito del rafforzamento dell’esercito nella Slesia.
Nel 1938, però, Hitler sostituì il Comandante in capo dell’esercito; al posto di Von Fritsch venne nominato von Brauchitsch, che era molto più accondiscendente con il Fuhrer; alcuni ufficiali di note simpatie antinaziste furono trasferiti o, come von Kleist, messi in congedo.
Passò i successivi diciotto mesi nella sua tenuta vicino a Breslavia.
Nell’agosto del 1939, un mese prima dell’invasione della Polonia, fu richiamato in servizio attivo; ebbe il comando del neo costituito XXII Corpo d’Armata facente parte della 14° Armata di von List inclusa, a sua volta, nel Gruppo d’Armate Sud di von Rundstedt.
Durante la Campagna di Polonia gli uomini di von Kleist conquistarono i campi petroliferi vicino a Leopoli e, il 17 settembre, vicino al fiume Bug, stabilirono il collegamento con il XIX Panzerkorps di Guderian.
Dopo la Campagna di Polonia von Kleist fu trasferito sul fronte occidentale; il 29 febbraio 1940 ricevette il comando dei reparti corazzati per la grande offensiva contro Belgio e Francia. La nuova grande unità fu denominata “Panzergruppe Kleist” e comprendeva il XLI Panzerkorps di Reinhardt, il XIX Panzerkorps di Guderian e il XIV Panzerkorps di Wietersheim.
In Francia von Kleist avanzò velocemente nel settore centrale del fronte alleato chiudendo in una manovra a tenaglia il corpo di spedizione inglese e due Armate francesi.
Dopo l’armistizio con la Francia, il 19 luglio 1940 von Kleist fu promosso colonnello generale e mandato sul fronte orientale per preparare l’invasione della Jugoslavia. Essa fu affidata alla 2° Armata di von Weichs ma il 1° “Panzergruppe” di von Kleist ne costituiva la principale forza d’assalto. Avanzò rapidamente sconfiggendo due Armate nemiche ed entrando a Belgrado il 13 aprile.
Il 1° Panzergruppe venne quindi mandato nella Polonia meridionale per prendere parte all’operazione “Barbarossa”, l’invasione dell’Unione Sovietica.
Attaccò nel settore della Galizia e dell’Ucraina occidentale, in una zona dove i sovietici schieravano un buon numero delle loro forze corazzate; nonostante avesse un numero di carri armati inferiore a quello nemico, il 6 luglio 1941 riusciva a sfondare la linea “Stalin” e a chiudere i sovietici in una grossa sacca catturando 103.000 soldati russi; a settembre, insieme al 2° Panzergruppe di Guderian, chiuse anche la sacca di Kiev facendo prigionieri altri 667.000 uomini.
Il 6 ottobre il 1° Panzergruppe fu trasformato nella 1° “Panzerarmee” e ricevette l’ordine di avanzare su Rostov. Si diresse prima a est e poi a sud con lo scopo di distruggere, insieme a von Manstein, la 18° Armata Sovietica catturando 100.000 soldati nemici.
Von Kleist, però, non avrebbe voluto prendere Rostov perché sapeva di non poterla tenere dato che veniva da combattimenti molto duri e con problemi molto grossi riguardanti le lunghe linee di rifornimento; nonostante tutto questo Hitler diede l’ordine di conquistare la città dove von Kleist entrò il 20 novembre. Dovette, però, come aveva giustamente previsto, abbandonarla una settimana dopo.
Per questo episodio Hitler tolse a von Rundstedt il comando del Gruppo d’Armate Sud e solamente l’intervento a suo favore del Generale delle SS “Sepp” Dietrich salvò dalla destituzione anche von Kleist.
Nel maggio del 1942 von Kleist fu impegnato, durante la battaglia di Kharkov, nella controffensiva contro le truppe del generale Timosenko; catturò circa 239.000 soldati nemici, 1.250 carri armati e più di 2.000 cannoni.
Nel settembre, sempre del 1942, fu Comandante della 1° Panzerarmee inserita nell’appena costituito Gruppo d’Armate A avente lo scopo di sferrare un deciso attacco verso il Caucaso e i pozzi petroliferi di Baku. Il 21 novembre, dopo la violenta offensiva sovietica contro le truppe rumene a nord e a sud di Stalingrado, von Kleist ricevette il comando di tutto il Gruppo d’Armate A. Proprio il giorno successivo la 6° Armata di Paulus venne accerchiata.
Von Kleist, che aveva sotto di lui la 1° Panzerarmee e la 17° Armata, ignorò gli ordini di Hitler di resistere ad ogni costo e, nel gennaio del 1943, riuscì a ritirare la 1° Panzerarmee da Rostov e la trasferì a von Manstein che stava cercando di raggiungere le forze di Paulus accerchiate a Stalingrado; la 17° Armata, invece, era rimasta isolata nel Kuban e correva il serio rischio di essere distrutta dalle forze sovietiche. Queste ultime attaccarono ripetutamente i tedeschi ma tutti gli assalti furono respinti da von Kleist che, per questi brillanti successi difensivi, il primo febbraio 1943 fu promosso a feldmaresciallo.
Tenne il Kuban fino al settembre del 1943 quando ricevette l’autorizzazione ad evacuarlo; in poco più di un mese, attraverso lo stretto di Kerc, si spostarono in Crimea più di 227.000 uomini, più di 70.000 cavalli, più di 21.000 veicoli a motore e 1.800 pezzi d’artiglieria. Tutte queste forze furono poi assegnate a difendere la Crimea.
I contrasti con Hitler, però, si facevano sempre più aspri; il Fuhrer respinse sempre le continue richieste di von Kleist di evacuare la Crimea ed inoltre gli contestava le sue idee monarchiche e il modo di trattare le SS.
I sovietici erano ormai in piena offensiva e, agli inizi del 1944, von Kleist dovette indietreggiare fino al fiume Bug. Il 30 marzo Hitler mandò a prendere lui e von Manstein e li convocò all’Obersalzburg dove consegnò loro la Croce di Cavaliere con fronde di quercia esonerandoli, però, dai loro Comandi.
Von Kleist si ritirò a vita privata a Wiedebruck ma, dopo l’attentato al Fuhrer del 20 luglio 1944, la Gestapo lo arrestò in quanto non aveva mai denunciato il complotto pur essendone al corrente; i tedeschi, però, non vollero condannare a morte un feldmaresciallo così rispettato e fecero cadere le accuse.
Quando, nel 1945, i sovietici invasero la Slesia, si trasferì con sua moglie nel villaggio di Mitterfels, situato nella bassa Baviera.
Il 25 aprile 1945 von Kleist fu preso in consegna da una Divisione di fanteria americana; nel 1946 fu preso in custodia dagli jugoslavi, processato come criminale di guerra e condannato a quindici anni di reclusione. Nel 1948 fu estradato in Unione Sovietica e, nel marzo 1954, trasferito nel campo di Vladimir, una prigione a circa 200 chilometri a est di Mosca.
Qui Ewald von Kleist morì il 15 ottobre 1954 per “arteriosclerosi e ipertensione”.