LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 
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RICHARD SORGE
 

Richard Sorge è stata un’importantissima spia dell’Unione Sovietica in Giappone prima e durante la seconda guerra mondiale. Il suo nome in codice era "Ramsay".
Nacque il 4 ottobre 1985 a Baku, nell'Azerbaigian, ed era il nono figlio di padre con origine tedesca e di madre russa. La sua famiglia si trasferì in Germania quando Richard aveva tre anni.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale partì volontario e prestò servizio nella 3° Guardia di Artiglieri da campo; nel marzo del 1916, mentre era sul fronte occidentale, venne ferito gravemente da uno shrapnel che gli fratturò entrambe le gambe, rendendolo claudicante, e gli causò l’amputazione di tre dita di una mano. In seguito a queste ferite venne promosso caporale e decorato con la Croce di Ferro di seconda classe.
Negli anni che portarono alla fine del conflitto studiò alle università di Berlino, Amburgo e Kiel e si avvicinò all'ideologia comunista; nel 1920 prese la laurea in scienze politiche e si iscrisse al KPD, il partito comunista tedesco.
Le sue idee politiche, però, gli causarono la perdita del posto di lavoro sia come insegnante che come ingegnere. Lasciò, quindi, la Germania e andò a Mosca dove divenne un agente del Comintern.
Come agente segreto (e con la copertura di giornalista) venne mandato in giro per l’Europa; nel 1921, mentre si trovava in Germania, conobbe Christiane Gerlach che divenne sua moglie e con la quale si trasferì a Solingen.
Tre anni dopo, però, fece ritorno nell’Urss dove fece parte del nuovo Dipartimento degli Affari Internazionali del Comintern; nel 1928 divorziò e venne spostato al GRU, i servizi segreti militari sovietici. Nel 1930 Sorge, con la copertura di collaboratore della “Frankfurter Zeitung”, fu inviato a Shanghai per promuovere attività filocomuniste; qui conobbe il crittografo Max Klausen e Agnes Smedley, anch’essa collaboratrice dello stesso giornale. Quest’ultima presentò a Sorge il reporter giapponese Ozaki Hotsumi, il quale accettò di entrare nella sua rete spionistica.
Alla fine dell’anno Sorge venne richiamato a Mosca.
Nel 1933 i russi gli chiesero di organizzare una rete spionistica in Giappone. A questo scopo fu rimandato in Germania per essere poi inviato nel Sol Levante come giornalista per la stampa tedesca (si fece, infatti, assumere dalle riviste “Borsen Zeitung” e “Tagliche Rundschau”).
Sorge arrivò a Yokohama il 6 settembre 1933. Nei due anni successivi la sua rete ricevette il compito di scoprire informazioni sulla politica estera tedesca e i suoi agenti sfruttarono, a tal scopo, gli ottimi rapporti che avevano con il governo giapponese. In particolare, Hotsumi aveva contatti con il primo ministro Fumimaro Konoye da cui riuscì, di nascosto, a copiare importanti documenti.
Negli anni dal 1933 al 1941 Sorge, avendo a disposizione pochi mezzi, riuscì lo stesso a comunicare a Mosca l’intera organizzazione delle forze armate nipponiche e la posizione e la struttura di tutte le loro truppe.
Ma l’informazione più importante era senz’altro quella, spedita il 15 maggio 1941, in cui si avvertiva dell’imminente invasione tedesca dell’Unione Sovietica dandone, addirittura, il giorno iniziale preciso (22 giugno) e specificando che non ci sarebbe stata nessuna dichiarazione ufficiale di guerra. Nonostante gli avvertimenti, Stalin, però, non dette retta a questi rapporti.
Le informazioni di Sorge si rivelarono, invece, decisive per Stalin nella seconda metà del 1941 quando gli segnalò che i giapponesi non volevano entrare in guerra con l’Urss per impegnarsi, invece, sul fronte del Pacifico contro gli americani. Questo consentì a Stalin di spostare, sul fronte occidentale, tutte le divisioni che erano schierate in Mongolia lasciando scoperte le frontiere orientali. Queste nuove divisioni saranno poi decisive nelle vittorie russe di Mosca e Stalingrado contro i tedeschi.
Subito dopo che il Giappone entrò in guerra con gli Stati Uniti Sorge venne arrestato mentre aveva con sé tre rapporti spionistici. Alla fine confessò e fu condannato a morte tramite impiccagione (agli altri membri del gruppo venne dato l’ergastolo). Dopo che restò in carcere tre anni tra interrogatori e processo, morì il 7 novembre 1944 alle 10,30 del mattino.