LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 
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LA BIOGRAFIA DI
FRANKLIN DELANO ROOSEVELT
 

Franklin Delano Roosevelt nacque a New York il 30 gennaio 1882; i suoi genitori erano aristocratici americani: il padre era proprietario di miniere di zinco, la madre era figlia di un armatore. Frequentò la “Groton School” nel Massachussets, nel 1904 si laureò ad Harvard e nel 1908 alla Columbia Law School della Columbia University. Intraprese, quindi, la professione di avocato in uno studio di Wall Street.
La sua prima esperienza politica fu, nel 1905, l’elezione a presidente del “Comitato delle foreste”.
Nel 1910 divenne Senatore per lo Stato di New York, carica che riconfermò due anni più tardi. Sempre nel 1912 venne nominato sottosegretario alla Marina sotto la presidenza Wilson.
Dal 1913 al 1920 fu assistente segretario della Marina e, dal 1929 al 1933, governatore di New York.
Nel 1921, mentre era in vacanza nel New Brunswick, a Roosevelt venne diagnosticata una malattia che sembrava essere una forma di poliomielite; questa gli causò la paralisi agli arti inferiori, cosa che lo costrinse a usare spesso una sedia a rotelle, anche se lui fece ogni sforzò per nascondere i suoi problemi.
Roosevelt vinse le elezioni del 1932 battendo il presidente uscente Hoover.
Durante la sua campagna presidenziale promise di affrontare la grande depressione con il cosiddetto “New Deal” (nuovo corso), un nuovo piano di riforme economiche e sociali. Gli Stati Uniti erano in un momento molto difficile e vi erano più di 13 milioni di disoccupati e le industrie avevano creato una sovrapproduzione che i redditi modesti della gran parte della popolazione non riusciva a smaltire.
Il 15 febbraio 1933, a Miami, subì un attentato da Giuseppe Zangara, un uomo di origini italiane che, nell’assassinio del Presidente degli Stati Uniti, vedeva l’eliminazione di un simbolo delle ingiustizie e delle diversità del mondo. Alla fine Zangara fu arrestato e giustiziato tramite sedia elettrica.
Dopo aver prestato giuramento il 4 marzo 1933, uno dei suoi primi provvedimenti da Presidente fu quello di chiudere le banche per quattro giorni (chiamati “Bank Holiday”) con lo scopo di permettere alle istituzioni di riorganizzarsi e riprendersi. Roosevelt diede corso al “New Deal” che si basava su un rigido isolazionismo e protezionismo, su una nuova pianificazione della produzione e su una politica deflazionistica; fece emettere due miliardi di dollari e mise l’embargo sull’oro e sull’argento.
Roosevelt venne confermato alla presidenza anche nel 1936 sconfiggendo il repubblicano Landon. Durante il suo secondo mandato fece una campagna contro cinque senatori del Sud appartenenti al suo stesso Partito Democratico. Infatti, voleva escludere dal partito l’ala più conservatrice; i suoi piani però non andarono in porto dato che tutti e cinque i senatori, alla fine, vennero rieletti.
In politica estera, nel 1937 pronunciò, a Chicago, un discorso in cui metteva in guardia l’Europa dall’ascesa nazista.
Roosevelt, nel 1940, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti si presentò per un terzo mandato presidenziale; in questa tornata elettorale, però, dovette affrontare tanti candidati tra i quali anche il suo stesso vice, John Nance Garner.
Roosevelt sconfisse prima Garner all’interno dei soli democratici e poi, molto nettamente, anche il repubblicano Wendell L.Wilkie. Come nuovo vice presidente fu nominato Henry Agard Wallace.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale disse che non avrebbe mai mandato i giovani americani a morire in terre straniere anche se, dal 1940, aiutò pesantemente l’Inghilterra (ormai rimasta da sola a fronteggiare la Germania) fornendole ogni genere di aiuto tramite la legge “Affitti e Prestiti”; nel 1941, però, in Asia si era ormai creata una situazione di interessi opposti tra il Giappone e gli stessi Stati Uniti che sfociarono nella rottura delle relazioni diplomatiche.
Il 7 dicembre 1941 l’attacco a sorpresa giapponese (anche se alcuni storici sostengono che, in realtà, Roosevelt ne fosse anticipatamente a conoscenza) a Pearl Harbor, nelle Hawaii, trascinò definitivamente gli Usa in guerra a fianco degli Alleati. Il giorno dopo tenne al Congresso il famoso “discorso dell’infamia”.
Durante il conflitto, il peggiore provvedimento preso da Roosevelt viene considerato quello, emesso il 19 febbraio 1942, di internare 110.000 persone (tra cittadini giapponesi e cittadini statunitensi di origini giapponesi) in campi di concentramento dislocati sulla costa occidentale americana. Questo provvedimento fu contrastato anche dal direttore dell’FBI, Hoover e da molti altri gruppi; la Corte Suprema, però, decise che l’ordine di Roosevelt era costituzionale.
Alle elezioni del 1944 molto esponenti del Partito Democratico decisero che Roosevelt sarebbe stato il loro candidato alla presidenza nonostante fosse già sofferente per la malattia; come vice, al posto di Wallace (accusato da alcuni di avere simpatie comuniste), venne scelto il senatore del Missouri Harry S.Truman.
I democratici vinsero ancora le elezioni sconfiggendo il candidato repubblicano Thomas E. Dewey.
Nei giorni dal 4 all’11 febbraio 1945 partecipò alla Conferenza di Yalta insieme a Churchill e Stalin; in questa conferenza venne deciso il futuro assetto europeo definendo le zone di influenza dei due nuovi blocchi contrapposti: quello facente capo agli Usa e quello facente capo all’Urss.
Il 12 aprile 1945 Roosevelt morì a causa della sua malattia e dell’eccessivo fumo. Suo successore fu il suo vice Harry S. Truman.