LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 
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LA BIOGRAFIA DI WINSTON CHURCHILL
 

Winston Churchill nacque a Blenheim Palace, nella Contea di Oxford, il 30 novembre 1874, figlio terzogenito di Randolph Henry Spencer Churchill (7° duca di Marlborough e Cancelliere dello Scacchiere nel secolo precedente) e dell’americana Jessie Jerome, figlia del proprietario del New York Times.
Ebbe un’infanzia molto turbolenta per il fatto che i genitori erano troppo presi dai loro impegni per seguire il figlio. All’età di 7 anni fu iscritto alla St. George School di Ascot ma si dimostrò, fin da subito, arrogante con i professori e i compagni di scuola; inoltre, ebbe pessimi risultati in latino, greco e matematica.
Nonostante tutto, il giovane Winston studiò a Harrow e, nel 1893, entrò all’Accademia Militare di Sandhurst su consiglio del padre fortemente incuriosito dalla grande passione del figlio per i soldatini di piombo.
Nel 1895 la madre, grazie a giuste conoscenze, riuscì a far assegnare Winston al Quarto Ussari, un prestigioso reggimento dell'esercito vittoriano. Fu nominato sottotenente e trascorse alcuni anni in giro per il mondo: andò, come osservatore, a Cuba per la repressione della rivolta da parte dell’esercito spagnolo, poi in India per partecipare a una campagna contro gli afgani alla frontiera nord-occidentale.
Nel 1898 partecipò, in Africa alla battaglia di Omdurman con la quale gli inglesi sconfissero i Dervisci assicurandosi il possesso del Sudan.
Nell’Africa del Sud scoppiò la guerra del Transvaal e Churchill vi si recò con il ruolo di corrispondente di guerra. Fu catturato e imprigionato dai boeri ma riuscì a evadere dal carcere.
Nel 1900, all’età di 26 anni e al secondo tentativo, entrò in Parlamento nelle file del Partito Conservatore dove rimase fino al 1906 quando decise di abbandonarlo per il disaccordo sulla politica protezionistica impostata dal governo.
Passò al Partito Liberale nel quale vinse le elezioni proprio nel 1906; venne eletto deputato nel collegio di Manchester e fu nominato sottosegretario alle colonie. Due anni dopo diventa ministro del commercio e, nel 1910, ministro dell’interno.
Nel 1911 Churchill venne nominato primo “Lord dell’Ammiragliato” con il chiaro intento di far mantenere alla marina militare britannica la supremazia sui mari rispetto all’emergente marina tedesca; sviluppa, infatti, l’aviazione navale e ammoderna la flotta con l’utilizzo di unità spinte da motori a gasolio.
Durante il primo conflitto mondiale Churchill fu tra i sostenitori dello sbarco alleato, nel gennaio 1915, nella penisola di Gallipoli sullo stretto dei Dardanelli; questa operazione aveva lo scopo di stabilire un collegamento con gli alleati russi tramite la conquista della città di Istanbul. Lo sbarco, però, finì in un disastro con pesantissime perdite subite a causa della tenace difesa degli ottomani.
Churchill fu considerato come unico responsabile del fallimento e venne estromesso dal nuovo governo di unità nazionale (formato con l’appoggio dei conservatori) da poco in carica; venne spedito in Francia, al fronte, come maggiore dell’Esercito Britannico. Solamente nel 1917 fu assolto dal disastro dei Dardanelli da una commissione d’inchiesta, assoluzione che gli permise di essere nominato, dal premier Lloyd George, ministro per i rifornimenti militari.
Dopo la guerra, nel 1922, divenne Ministro delle colonie e, tra le sue decisioni più famose, vi fu quella di istituire un mandato britannico sulla Palestina. Siglò anche l’accordo con gli indipendentisti irlandesi per la nascita della nuova Repubblica d’Irlanda.
Sempre nel 1922 le nuove elezioni, però, sancirono la sconfitta dei liberali e Churchill perse il suo seggio in parlamento: al governo tornarono i conservatori. I liberali furono sorpassati anche dai laburisti.
Nel 1924 tornò al partito conservatore suscitando grossa disapprovazione tra l’elettorato britannico che lo accusava di essere un voltagabbana. Nello stesso anno divenne Cancelliere dello Scacchiere, ruolo con cui intraprese una politica deflazionistica rendendolo ancora più impopolare.
Le misure impopolari prese da Churchill furono tra le cause della vittoria laburista alle elezioni del 1929; i conservatori attribuirono proprio a lui la responsabilità della sconfitta e decisero di isolarlo politicamente.
Nella seconda metà degli anni ’30 Churchill si distinse per la forte critica verso la strategia di “appeasement” del governo di Neville Chamberlain nei confronti di Adolf Hitler. Fu in forte disaccordo con tutte le concessioni fatte da francesi e inglesi ai tedeschi (Anschluss, Sudeti e conferenza di Monaco) sostenendo di sottovalutare il pericolo di un forte espansionismo nazista in Europa.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale Churchill viene nominato, per la seconda volta, primo Lord dell’Ammiragliato.
Nel maggio 1940, dopo l’evacuazione inglese da Dunkerque, il pessimo andamento della guerra per i britannici causò le dimissioni di Chamberlain; Churchill ne prese il posto come primo ministro. Il suo atteggiamento molto più deciso contro le aggressioni dell’Asse lo fecero riguadagnare molto in popolarità (i suoi discorsi incitarono spesso la popolazione a combattere durante la Battaglia d’Inghilterra) e, nonostante alcune grosse sconfitte subite nel corso del conflitto, ebbe il popolo sempre dalla sua parte fino al 1945.
Alle elezioni politiche del 1945, però, il partito laburista si presentò con un programma innovativo che includeva un nuovo sistema fiscale, un nuovo sistema sanitario e un nuovo piano occupazionale; questo programma fece presa tra gli elettori e Churchill, nonostante la grande vittoria militare conseguita, perse le elezioni a favore di Clement Attlee.
Churchill, comunque, continuò ad essere uno dei politici più ascoltati in tutto il mondo; uno dei discorsi più celebri fu quello tenuto al Westminster College di Fulton, nel Missouri, dove usò la famosa espressione “Cortina di ferro” per indicare la divisione del continente europeo nei due grandi blocchi est-ovest.
Nel 1950 si impegnò inutilmente per la salvezza di Milada Horáková, condannata a morte dal regime comunista cecoslovacco.
Churchill tornò al governo come primo ministro nel 1951; in questo periodo represse la guerriglia marxista in Malaysia e la rivolta dei Mau-Mau in Kenya.
Nel 1952 cercò di far dimettere il premier iraniano Mossadeq liberamente e democraticamente eletto; per conseguire il suo obiettivo cercò di nazionalizzare la “Anglo-Iranian” Oil Company di cui il suo governo era azionista di maggioranza. Quando il suo tentativo di colpo di stato fu scoperto l’ambasciata inglese venne espulsa dal Paese.
Nel 1953 ottenne il Premio Nobel per la letteratura grazie all’opera “La seconda guerra mondiale (The Second World War), 1948-1954”.
Churchill si dimise nel 1955 lasciando il posto ad Anthony Eden, considerato il suo delfino e si ritirò a vita privata nella sua casa di campagna nel Kent.
Morì il 24 gennaio 1965 a Londra; ai suoi funerali parteciparono 300.000 persone e la sua salma venne esposta alla Westminster Hall.