LA SECONDA GUERRA MONDIALE
 
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CACCIA ALLA BISMARCK!
 
La corazzata “Bismarck” fu consegnata alla Marina tedesca ad Amburgo nel 1940 ed entrò in servizio il 24 di agosto; al suo comando fu nominato Ernst Lindemann.
Era una delle navi migliori mai costruite ed era molto avanzata sia nelle prestazioni che nei materiali. Aveva un sistema di paratie tali da impedire ai proiettili nemici di entrare nella parte viva della nave e il tipo di acciaio con cui era costruita era più flessibile e meno incline a squarciarsi.
Il comandante dell'OKM (Oberkommando der Marine), ammiraglio Erich Räeder, decise di utilizzare la Bismarck con un duplice scopo: proteggere le navi di superficie dalle corazzate britanniche e attaccare i mercantili che rifornivano la Gran Bretagna.
Insieme all’incrociatore Prinz Eugen e a tre cacciatorpediniere, la Bismarck ricevette l’ordine di trasferirsi nell'Atlantico, dove si sarebbe riunita con il Gneisenau per intercettare i convogli mercantili diretti in Inghilterra. L'operazione venne denominata in codice “Rheinübung” e al comando di tutto il gruppo navale fu messo l'ammiraglio Gunther Lütjens.
L'Operazione “Rheinübung”

L'operazione Rheinübung doveva avere il massimo di segretezza ma la squadra tedesca fu avvistata, mentre usciva dal Kattegat, dall'incrociatore svedese Gotland; le navi sostarono poi per qualche giorno nel Fiordo di Bergen.
Come gli inglesi ne furono informati, iniziarono subito a pattugliare il mare del Nord con la Home Fleet.
La squadra tedesca salpò da Bergen alle 19:30 del 21 maggio, rotta nord-ovest e il mattino iniziarono il forzamento del canale di Danimarca.
Fu l’incrociatore Suffolk che, alle 18 del 23 maggio, avvistò la formazione tedesca vicino alla costa della Gronelandia; insieme al Norfolk e ad altri due incrociatori seguirono la squadra nemica mentre si stavano avvicinando anche la Hood e la Prince of Wales. Salparono anche la corazzata King George V con la portaerei Illustrious e la loro scorta.


La battaglia dello Stretto di Danimarca

Alle 5:52 del 24 maggio 1941 l'Hood aprì il fuoco sulla Prinz Eugen ma venne prima colpita, nella parte posteriore, da una salva della Prinz Eugen e, successivamente, da una della Bismarck. Un proiettile esplose in una santabarbara contenente i proiettili da 381 provocando un'enorme esplosione che spezzò in due parti la nave inglese.
La Bismarck vista dalla Prinz Eugen, fonte: US Naval Historical Center; http://www.history.navy.mil/photos/sh-fornv/germany/gersh-b/bismarck.htm Alle 6:00 l'Hood affondò e solamente in 3 marinai (dei 1.417 totali) si salvarono.
La Bismarck e Prinz Eugen riuscirono a danneggiare anche la Prince of Wales la quale si disimpegnò dalla battaglia.
A questo punto non c'erano più ostacoli perché le due navi potessero entrare nell'Atlantico.
Nel corso della battaglia anche la Bismarck incassò tre colpi dalla Prince of Wales, di cui l’ultimo provocò una perdita di nafta ed un allagamento dei serbatoi, impedendo alla nave di tenere la piena velocità.
La corazzata, per le necessarie riparazioni, doveva quindi giungere in un porto amico. Quelli più vicini erano in Norvegia ma, per arrivarvi, avrebbe dovuto riattraversare il Canale di Danimarca (dirigendosi, quindi, verso gli incrociatori inglesi che la seguivano) e, inoltre, sarebbe dovuta passare non molto distante da Scapa Flow, la principale base della Home Fleet inglese.
Alla fine Lütjens decise di separare le due navi della sua squadra; il Prinz Eugen si diresse a sud della Gronelandia per rifornirsi di carburante e proseguire la missione contro i navigli nemici (arrivò, comunque, il primo giugno in Francia dato che le caldaie e le eliche avevano bisogno di revisioni); la Bismarck, invece, navigò verso la Francia con obiettivo il porto di Brest.


La caccia alla Bismarck

Appena fu noto l'esito della battaglia, l'Ammiragliato spostò tutte le navi che aveva a disposizione nell'Atlantico. La Bismarck fu attaccata dagli Swordfish lanciati dalla Victorious subendo un solo colpo che non provocò danni.
Prima dell’arrivo di altri aerosiluranti e delle corazzate nemiche Lindemann riuscì a sottrarsi ai radar britannici e, alle 3:13 della notte, il Suffolk perse il contatto con la corazzata tedesca.
La corazzata Bismarck, fonte: US Naval Historical Center; http://www.history.navy.mil/photos/sh-fornv/germany/gersh-b/bismarck.htm Anche la Forza H (composta dalla portaerei Ark Royal dall’incrociatore da battaglia Renown e dall’incrociatore Sheffield), partita da Gibilterra, ricevette l'ordine di unirsi alle forze che dovevano intercettare la Bismarck.
La mattina del 25 maggio un’errata triangolazione, fatta dalle stazioni inglesi dopo che era stato intercettato un messaggio radio spedito da Lütjens, mandò fuori rotta sia la Home Fleet che la squadra composta dal Suffolk e dal Norfolk.
Alle 10.30 del 26 maggio un Catalina ritrovò la Bismarck e ne individuò la posizione avvertendo l'Ammiragliato. Si trovava a 700 miglia da Brest ed era fuori dall’area di protezione della Luftwaffe. La forza che le si trovava più vicino era la Forza H; prima delle 15, dalla portaerei “Ark Royal” furono lanciati gli Swordfish che, dopo un primo attacco contro lo”Sheffield” (erroneamente scambiato per la corazzata tedesca), alle 20:53 giunsero in vista del loro obiettivo. Gli aerosiluranti colpirono la Bismarck con due colpi: uno a centro nave, che non provocò danni, ed uno a poppa che danneggiò il meccanismo di controllo del timone facendolo rimanere bloccato a 15°.
Il colpo subito segnò la fine per la Bismarck. Non era più manovrabile e, con il timone bloccato, era obbligata a procedere in tondo.
Nella notte fu attaccata dalla flotta dell'ammiraglio Vian (che era di scorta ad un convoglio) da cui partirono 14 siluri lanciati da cinque cacciatorpediniere; nessuno di essi, però, centrò il bersaglio.
Alle 8:43 del mattino dopo fu avvistata dalla Home Fleet; la prima nave ad aprire il fuoco fu il Rodney seguito, un minuto dopo, dalla King George V. Il Rodney mise a segno 4 colpi da 406 mm provocando danni alla direzione di tiro e alle torri prodiere e impedendo alla Bismarck di reagire ai colpi nemici.
Le navi britanniche ormai sparavano da meno di 9 km e bersagliarono la corazzata tedesca con 300 colpi.
Nonostante tutti i proiettili ricevuti la Bismarck non affondava; toccò all’incrociatore Dorsetshire attaccare colpendo tre volte ma, nel frattempo, i marinai tedeschi avevano ormai piazzato tutte le cariche esplosive per colare a picco la loro nave.
Alle 10.36 del 27 maggio 1941 la Bismarck affondò definitivamente; il Dorsetshire trasse in salvo 110 uomini ma ne morirono 2.000.